Quando, lo scorso febbraio, pubblicai “The New Cold War”, molti contestarono il mio titolo. Ma quella che un tempo sembrava una teoria eccentrica oggi è diventata moneta corrente. I rapporti tra Russia e Occidente sono entrati in un periodo di sfiducia e disprezzo reciproco senza precedenti. Anzi, dopo il conflitto in Georgia, la definizione di “guerra fredda” rischia di apparire riduttiva. La Russia ha dimostrato di essere pronta a usare la forza militare contro un altro Paese; l’Occidente ha dimostrato che non combatterà e che si limiterà a rispondere con una protesta simbolica. Qualcuno nell’Unione Europea, come il presidente francese Nicolas Sarkozy, potrà anche vedere la tregua che ha posto fine ai combattimenti (ma non alla pulizia etnica, che continua), fatta su dettatura del Cremino, come un trionfo.
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